La molecola che viene prodotta dall'intestino quando digerisce la soia sarebbe in grado di bloccare l'azione di un ormone maschile, il Dht, che è collegato all'ipertrofia prostatica e al tumore
La dieta giapponese riduce il rischio di tumore alla prostata. A dirlo è uno studio pubblicato dai ricercatori del Children's Hospital Medical Center di Cincinnati sulla rivista scientifica Biology and Reproduction. I benefici di questo regime alimentare sulla prevenzione del cancro della prostata sono dati dalla produzione di una molecola chiamata Equol che viene prodotta dall'intestino quando digerisce la soia e che sarebbe in grado di bloccare l'azione di un ormone maschile, il Dht, che è collegato all'ipertrofia prostatica e al tumore. Secondo alcuni studiosi del dipartimento di Epidemiologia della Columbia University, inoltre, la "dieta del Sol Levante", povera di grassi, anche dopo l'accertamento del tumore, può influire sul decorso del tumore prostatico.
"Dal punto di vista clinico, l'alimentazione giapponese risulta efficace nella prevenzione secondo una duplice prospettiva", ha spiegato Andrea Tubaro, direttore dell'Unità operativa complessa di Urologia, dell'Ospedale Sant'Andrea di Roma, durante l'incontro 'Dieta giapponese e prevenzione oncologica', organizzato a Roma.
Secondo i dati presentati nel corso dell'incontro, il tumore alla prostata ha un'incidenza maggiore nei Paesi occidentali (ad esempio, è del 40% negli Stati Uniti), mentre in Giappone, i numeri si attestano su un'incidenza del 10%. "Investire sulla prevenzione è l'arma che abbiamo contro i tumori. Una dieta povera di grassi ma ricca di nutrienti permette non solo di evitarne l'insorgenza ma anche di aumentare la rispondenza alle terapie e di evitare le recidive", ha commentato la senatrice Maria Domenica Castellone (M5s).
fonte: Biology and Reproduction
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